<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>sughero-howtos</title>
	<atom:link href="http://sugherohowtos.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://sugherohowtos.wordpress.com</link>
	<description>Qui ci sono gli howtos di "Pista di lancio"</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Jun 2007 11:10:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='sugherohowtos.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>sughero-howtos</title>
		<link>http://sugherohowtos.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://sugherohowtos.wordpress.com/osd.xml" title="sughero-howtos" />
	<atom:link rel='hub' href='http://sugherohowtos.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>L&#8217;abc dell&#8217;informatica 1</title>
		<link>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/labc-dellinformatica-1-il-disco-fisso-partizioni-e-filesystem/</link>
		<comments>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/labc-dellinformatica-1-il-disco-fisso-partizioni-e-filesystem/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 00:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sughero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/labc-dellinformatica-1-il-disco-fisso-partizioni-e-filesystem/</guid>
		<description><![CDATA[Il disco fisso, partizioni e file system Navigando in rete, chiacchierando con amici, chattando su IRC ho osservato che più di 15 anni di monopolio Windows sui sistemi operativi hanno da una parte dato accesso ai PC a molte persone e dall&#8217;altra abbassato tragicamente il livello medio di decenza sulle competenze informatiche di base. Le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sugherohowtos.wordpress.com&amp;blog=1024972&amp;post=78&amp;subd=sugherohowtos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Il disco fisso, partizioni e file system</h2>
<p><img src="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/discofisso.jpg?w=450" alt="discofisso.jpg" /></p>
<p>Navigando in rete, chiacchierando con amici, chattando su IRC ho osservato che più di 15 anni di monopolio Windows sui sistemi operativi hanno da una parte dato accesso ai PC a molte persone e dall&#8217;altra abbassato tragicamente il livello medio di decenza sulle competenze informatiche di base. Le difficoltà riscontrate nell&#8217;installazione di sistemi operativi alternativi come GNU/Linux (ma non solo quello!) non sono affatto difficoltà insite nel sistema ma vere e proprie lacune di informatiche di base.</p>
<p>Parto con oggi con una mini serie di guide su questioni elementari. Oggi parlo del disco fisso.</p>
<p><span id="more-78"></span></p>
<p>Da un punto di vista logico un disco fisso non è nient&#8217;altro che un supporto per la memorizzazione. Tuttavia non è possibile né memorizzare dati in un disco né avviare un sistema operativo se non si effettuano tre procedure:</p>
<ol>
<li>Partizionamento</li>
<li>Formattazione del filesystem</li>
<li>Installazione di un bootmanager</li>
</ol>
<p>1. Il partizionamento del disco è il modo in cui il disco viene suddiviso. Immaginate di avere una libreria vuota e dovete riempirla di libri. La libreria è il vostro disco, le partizioni gli scaffali e i libri sono i files.</p>
<p>Per poter posizionare i libri dovete mettere prima gli scaffali. Quanti scaffali prevedete? Ogni scaffale rappresenta una partizione. Potete anche scegliere di non utilizzare NESSUNO scaffale equivalentemente avrete scelto di non partizionare il disco. Nelle macchine con Windows preinstallato tipicamente c&#8217;è una sola partizione.</p>
<p>Visto che lo spazio disponibile su un disco non aumenta o diminuisce a seconda del numero delle partizioni chiunque potrebbe chiedersi l&#8217;utilità nel suddividerlo, perché farlo? Le possibili risposte sono tante. Per quale motivo abbiamo bisogno di tanti scaffali nella nostra libreria? Magari vogliamo dedicare una sezione della libreria alla narrativa e un&#8217;altra ai saggi senza avere tutti i libri mescolati assieme. Questa può essere una risposta: desideriamo fare ordine con i files e destinarli ad una partizione piuttosto che ad un&#8217;altra a seconda della loro tipologia.</p>
<p>Con questa logica era nato il partizionamento del disco in partizioni primarie che risale agli albori del PC-XT, quando gli hard disc erano da 20 mega. Ora le esigenze possono essere anche diverse: si può desiderare di partizionare il disco per far spazio a diversi sistemi operativi destinando ad ognuno una partizione. La tabella delle partizioni è interamente contenuta nel primo settore del disco che viene spesso chiamato anche MBR (Master Boot Record).</p>
<p>Dal momento che un solo settore è destinato a tali informazioni è necessario che tali informazioni siano molto concise, per questo motivo esiste un limite per il numero di partizioni di un disco e tale limite è <strong>quattro</strong>.</p>
<p>E se si ha bisogno di una quinta partizione? Se si volesse piazzare un quinto scaffale? A partire dal DOS 4.01 è stata introdotta una caratteristica che permette di aggirare il problema: le partizioni estesa.</p>
<p>Intendiamoci, le partizioni vere rimangono sempre 4 ma una di queste può essere <strong>estesa</strong>. Che significa? Vuol dire che in realtà si tratta di una metapartizione che contiene altre partizioni al suo interno; la partizione estesa in realtà non è una vera e propria partizione quanto un &#8220;contenitore&#8221; per altre partizioni e in questo modo si può superare il limite di quattro imposto dall&#8217;MBR. L&#8217;MBR vedrà sempre le quattro partizioni e sarà contento per questo, ma una di queste in realtà è un contenitore di altre partizioni.</p>
<p><img src="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/disco.jpg?w=450" alt="disco.jpg" /></p>
<p><em>Partizionamento del disco secondo il modello DOS</em></p>
<p>Occorre precisare che anche se grazie al DOS si superava il limite delle quattro partizioni in realtà se introducevano altre limitazioni. Ogni disco non poteva e tuttora <strong>non può contenere più di una partizione estesa</strong>; come dire che è possibile che solo una delle quattro nicchie della nostra libreria contenga altri scaffali non di più. Le partizioni presenti all&#8217;interno di una partizione estesa si chiamano partizioni logiche. Le scelte possibili quindi al momento del partizionamento sono al massimo quattro partizioni di cui al massimo una estesa.</p>
<p>All&#8217;interno di una partizione estesa possono esser presenti più partizioni logiche per un massimo di <strong>sessanta</strong>. Queste scelte fatte al tempo del DOS si ripercuotono essenzialmente su molti sistemi operativi moderni.</p>
<p>2. Una volta che il disco è partizionato non possiamo ancora memorizzare i dati. Il partizionamento infatti è soltanto una suddivisione, nient&#8217;altro. Per poter scrivere su un disco, per poter leggere i dati su un disco occorre che ogni partizione sia munita di un filesystem. Che cos&#8217;è un filesystem? Dobbiamo stabilire dei criteri su come piazzare i libri sui nostri scaffali. Ben inteso, si possono anche piazzare dei dati selvaggiamente senza un filesystem ma non è assolutamente conveniente.</p>
<p>Io spesso sui CD non sto a mettere nessun filesystem se devo salvare un solo file (tipicamente un DivX) ma già se i file sono due la cosa si complicherebbe.</p>
<p>Sarebbe come piazzare libri senza alcun criterio, come saremo in grado di ritrovarli dopo? Un qualsiasi sistema operativo deve essere in grado di capire in che posizione fisica è allocato un file, in quale settore inizia, quanti ne utilizza altrimenti non sarà in grado di leggerlo dopo averlo memorizzato.</p>
<p>Occorre quindi una struttura, una tecnologia che traduca i settori, i cilindri in spazi logici per la destinazione dei dati. Un filesystem è quindi un criterio, un metodo per posizionare dei files all&#8217;interno di una partizione. Su una singola partizione che sia logica o primaria non possono ovviamente coesistere due filesystem diversi.</p>
<p>Per questo motivo se non fosse possibile suddividere un disco in più partizioni non si potrebbero avere due filesystem diversi sullo stesso disco.</p>
<p>La scelta varia a seconda del sistema operativo utilizzato. Spesso, all&#8217;interno di un solo sistema è anche possibile scegliere tra diversi filesystem. I sistemi Microsoft utilizzano FAT e NTFS, i sistemi GNU/Linux generalmente ext3 e reiserfs.</p>
<p>Una volta scelta una partizione come si può decidere il filesystem con cui sfruttarla? Tale procedura si chiama <strong>formattazione</strong> (logica); non si formatta quindi un disco (se non fisicamente, a basso livello magnetizzandolo) ma si formatta una partizione ovvero si traducano specifiche fisiche del disco come tracce e settori in locazioni logiche ovvero in directory.</p>
<p>Dal momento che i sistemi non MS, come GNU/Linux, i BSD, BeOS o OS/2 usano filesystem diversi da Windows è necessario creare opportunatamente delle partizioni sul disco per poterli ospitare.</p>
<p>Diversamente da ext3, reiserfs, ufs (filesystem utilizzati da sistemi opensource) FAT e NTFS (utilizzati da Windows) presentano lo spiacevole inconveniente di frammentarsi molto facilmente e tendono ad occupare in breve tempo tutto lo spazio disponibile anche se la mole di dati è nettamente inferiore alla capacità stessa della partizione in cui risiedono. Per questo motivo capita spesso di dover deframmentare una partizione NTFS o FAT se si desidera rimpicciolirla e recuperare spazio su disco al fine di creare nuove partizioni.</p>
<p><img src="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/ntfs.jpg?w=450" alt="ntfs.jpg" /></p>
<p><em>Tipica distribuzione dei dati su un disco fisso con un sistema MS</em></p>
<p>3. Ogni sistema operativo per poter funzionare deve potersi avviare. Da oramai quasi 25 anni i sistemi operativi risiedono su un supporto ottico o magnetico (floppy, disco rigido, CD o DVD, chiavette USB).</p>
<p>Non è affatto scontato pensare che un OS non debba risiedere in ROM dal momento che viene utilizzato dall&#8217;utente per fare altro e non viene alterato durante la sessione di lavoro. Il problema è che se sta in ROM per poterlo cambiare occorre sostituire un componente hardware della macchina.</p>
<p>La presenza del sistema operativo su un dispositivo removibile e/o riscrivibile risponde alla continua necessità di aggiornamenti dei sistemi operativi odierni senza dover al contempo sostituire la macchina. Ma quali sono i passi che consentono l&#8217;avvio del sistema operativo? Cosa succede nel momento in cui accendiamo il computer?</p>
<p>All&#8217;avvio del PC parte in piccolo programma residente in ROM che fa un controllo dell&#8217;hardware presente ma che non carica NESSUN sistema operativo, anzi, al contrario se ne lava le mani e passa la palla ad un supporto removibile o riscrivibile. Che vuol dire?</p>
<p>Il CMOS del BIOS dopo aver fatto i suoi controlli su RAM, dischi e tastiera va ad esempio a leggere l&#8217;MBR del disco fisso, per la precisione tipicamente il primo settore del primo disco fisso.</p>
<p>Il sistema operativo parte o meno a seconda di quello che è presente nel primo settore del disco fisso. Nell&#8217;MBR pertanto oltre ad esserci la tabella delle partizioni del disco ci deve essere un programma di avvio o che in qualche modo gestisca gli avvii.</p>
<p>Sempre grazie al DOS è possibile marcare <strong>solo</strong> una delle quattro partizione primarie con l&#8217;etichetta <strong>&#8220;avviabile&#8221; (o attiva)</strong>. Nelle intenzioni iniziali la partizione avviabile era quella che a differenza delle altre conteneva il sistema. L&#8217;MBR del disco va quindi a leggere il primo settore della partizione avviabile. Ricapitolando quindi la sequenza è la seguente:</p>
<p>Bios &#8212;&gt; MBR del primo disco IDE &#8212;&gt; Primo settore della partizione avviabile</p>
<p>A questo punto il primo settore della partizione avviabile non ha più scuse e deve iniziare a caricare il sistema operativo iniziando dal kernel.</p>
<p>GNU/Linux sin dal 92 non volendosi sostituire al DOS ma volendoci convivere ha escogitato una strategia: la presenza di un bootmanager.</p>
<p>Un bootmanager, come dice la parola è un programmino residente nell&#8217;MBR che gestisce gli avvii. Il bootmanager deve esser per sua natura molto piccolo perché deve risiedere in un solo settore. Cosa fa il bootmanager?</p>
<p>Sceglie quale sistema lanciare e lo fa in almeno due modi diversi a seconda del sistema utilizzato.</p>
<p>Ad esempio Windows vuole trovarsi (almeno molte sue versioni) nella partizione attiva del primo disco pertanto il bootmanager deve<br />
controllare se il disco dove risiede è il primo e nel caso che non lo sia rimappare il disco, verificare che la partizione che lo contiene è quella avviabile e nel caso che non lo sia cambiare le impostazioni nella tabella delle partizioni, dopo di che andare a leggere il primo settore della partizione Windows.</p>
<p>Per l&#8217;avvio di Linux si comporta in modo completamente diverso poiché i sistemi GNU/Linux prevedono di poter convivere basta semplicemente che specifichi la partizione di competenza (il cosidetto rootfs) e l&#8217;indirizzo del kernel in modo da poterlo leggere.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sugherohowtos.wordpress.com/78/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sugherohowtos.wordpress.com/78/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sugherohowtos.wordpress.com/78/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sugherohowtos.wordpress.com/78/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sugherohowtos.wordpress.com/78/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sugherohowtos.wordpress.com/78/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sugherohowtos.wordpress.com/78/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sugherohowtos.wordpress.com/78/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sugherohowtos.wordpress.com&amp;blog=1024972&amp;post=78&amp;subd=sugherohowtos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/labc-dellinformatica-1-il-disco-fisso-partizioni-e-filesystem/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/dc9c0c9dc267098e6fbbd6a488a6fb00?s=96&#38;d=identicon" medium="image">
			<media:title type="html">sughero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/discofisso.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">discofisso.jpg</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/disco.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">disco.jpg</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/ntfs.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">ntfs.jpg</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>FreeBSD vs Linux</title>
		<link>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/freebsd-vs-linux/</link>
		<comments>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/freebsd-vs-linux/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 00:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sughero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/freebsd-vs-linux/</guid>
		<description><![CDATA[GNU/Linux è decisamente il più famoso sistema operativo costruito con software aperto e libero. Tuttavia non è l&#8217;unico: anche FreeBSD sta accumulando consensi grazie alla sua stabilità, alla sua robustezza e alla sua sicurezza. In questo articolo cercheremo le similitudini e le differenze tra questi sistemi operativi. Introduzione FreeBSD è un sistema operativo basato sulla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sugherohowtos.wordpress.com&amp;blog=1024972&amp;post=79&amp;subd=sugherohowtos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/freebsd_vs_linux.png?w=450" /></p>
<p><span class="published_date">GNU/Linux è decisamente il più famoso sistema operativo costruito con software aperto e libero. Tuttavia non è l&#8217;unico: anche FreeBSD sta accumulando consensi grazie alla sua stabilità, alla sua robustezza e alla sua sicurezza. In questo articolo cercheremo le similitudini e le differenze tra questi sistemi operativi.</span></p>
<h3>Introduzione</h3>
<p>FreeBSD è un sistema operativo basato sulla <span class="published_date"><em>Berkeley Software Distribution (BSD)</em>, che a sua volta è una modifica dello<em> </em></span><span class="published_date"><em>UNIX </em></span><span class="published_date"><em>AT&amp;T</em></span><span class="published_date">, creato dall&#8217;Università della California. Durante lo sviluppo di FreeBSD, per evitare problemi legali con i proprietari del codice, gli sviluppatori hanno deciso di ricostruire il BSD originale piuttosto che copiarne il codice.</span></p>
<p>Diversamente da GNU/Linux, dove ogni singolo componente viene sviluppato separatamente e messo assieme grazie alle distribuzioni, FreeBSD è stato concepito come un completo sistema operativo: il kernel, i drivers per le periferiche, gli strumenti di amministrazione e tutti gli altri componenti del software sono mantenuti nella stessa revisione di sistema.</p>
<p>Lo sviluppo iniziale di Linux risae al 1991 grazie a Linus Torvalds che utilizzò <span class="published_date"><em>Minix</em>—</span>un sistema operativo concepito da Andrew Tanenbaum a fini didattici<span class="published_date">—come piattaforma di partenza per il suo sistema. Nel 1990 il progetto GNU, iniziato da Richard Stallman nel 1983, aveva già prodotto e messo assieme tutte le librerie, i compilatori, gli editor di testo, le shell e il restro del software per dar vita ad un sistema operativo libero; mancava il kernel. Gli sviluppatori dil Linux decisero di adattare quel kernel in modo tale che potesse lavorare col software GNU per costituire un sistema operativo completo: nacque così GNU/Linux. </span></p>
<p>Il kernel, gran parte del codice di FreeBSD è stato rilasciato e distribuito sotto <em>licenza BSD</em> anche se diverse componenti del sistema utilizzano altri tipi di licenze come la GPL, la LGPL o la ISC. Il kernel Linux, e la maggioranza dei programmi che fanno parte del progetto GNU vengono proprio rilasciati sotto la GPL (GNU Public Licence) che è stata concepita dalla Free Software Foundation.</p>
<p><span class="published_date"></span></p>
<h3>Differenze tecniche</h3>
<p>Sia FreeBSD che Linux seguono la filosofia UNIX tuttavia permangono delle differenze tra questi sistemi operativi<span class="published_date">—cerchiamo di evidenziarle da un punto di vista tecnico.</span></p>
<h4>Periferiche</h4>
<p>I dispositivi hardware come i dischi, schede di rete, stampanti, schede grafiche, mouse e tastiere vengono classificate usando il termine <span class="published_date"><em>device</em> nel contesto dei sistemi operativi; Linux e FreeBSD usano una diversa nomenclatura per questi hardware.</span></p>
<p>Linux usa nomi predefiniti per ogni tipo di periferica e, per questo motivo,  <span class="published_date"><em>eth0</em> è la prima scheda di rete Ethernet a prescindere dal tipo di chip presente nella scheda. FreeBSD, d&#8217;altro canto, utilizza un nome differente per ogni tipo di periferica e per ogni chip presente: ad esempio, una singola scheda di rete con chipset <em>RealTek 8129</em> viene chiamata <em>rl0</em> sotto FreeBSD.</span></p>
<p>Sotto Linux le informazioni hardware possono essere ottenute esaminando il contenuto della directory <code>/proc</code>; in alternativa da linea di comando si può utilizzare <code>lspci</code> o <code>lsusb</code>. Questi comandi non fanno nient&#8217;altro che riformattare le informazioni contenute dentro <code>/proc</code>. FreeBSD non usa la directory <code>/proc</code>, bensì il comando <code>sysctl</code> che può essere utilizzato sia per mostrare tutte le informazioni sull&#8217;hardware presente che per configurarlo o aggiornarlo.</p>
<h4>Runlevels e scripts di avvio</h4>
<p><em>Runlevel</em> è il termine utilizzato per descrivere la modalità operativa di un sistema come il riavvio, lo spegnimento, modalità singolo utente o multiutente. Sotto GNU/Linux il file <code>/etc/inittab</code> descrive questi diversi runlevel e il processo <code>init</code> (inizializzazione) permette il sistema di passare da uno all&#8217;altro.</p>
<p>FreeBSD usa comandi come <code>reboot</code> o <code>shutdown -h</code> per cambiare i runlevel invece del comando <code>telinit</code> utilizzato da GNU/Linux.</p>
<p><span class="published_date">Sotto GNU/Linux ogni runlevel ha una sottodirectory in </span><span class="published_date"><code>/etc/</code> o <code>/etc/rc.d/</code>, a seconda della distribuzione in uso: Debian, ad esempio, usa <code>/etc/</code>.  Queste sottodirectory sono <code>rc0.d</code>, <code>rc1.d</code> e così via fino all&#8217;ultimo runlevel (abitualmente sono sette). Ogni directory rc<em>x</em>.d contiene link simbolici a script di avvio che risiedono nella directory <code>/etc/init.d/</code>. (Uno Unix con tale tipo di init viene chiamato SysV n.d.t.)  </span></p>
<p>Sotto FreeBSD gli scripts di avvio risiedono nella directory <code>/etc/rc.d/</code> se riguardano il sistema e nella directory <code>/usr/local/etc/rc.d/</code> se riguardano applicativi di terze parti. Questi scripts usano parametri come <code>start</code> o <code>stop</code> per controllare quale servizio debba esser lanciato all&#8217;avvio (start e reboot) e quali allo spegnimento. (Uno Unix con tale tipo di init viene chiamato BSD n.d.t.)</p>
<blockquote><p>Anche se gran parte delle distribuzioni GNU/Linux utilizzano un init di tipo SysV come debian, redhat, mandrake e le loro derivate (Ubuntu, Fedora e Mandriva) ve ne sono diverse che o usano init in stile BSD (Slackware o Crux) o usano un init del tutto originale non assimilabile né a SysV né a BSD come il caso di gentoo. n.d.t.</p></blockquote>
<h4>Kernel</h4>
<p>Ovviamente il disegno dei kernel Linux e FreeBSD presentano differenze, ma ci sono anche caratteristiche comuni:</p>
<ul>
<li>Moduli: supporto per la carica e la scarica dei moduli senza dover ricompilare il kernel o riavviare la macchina.</li>
<li>Versioni: ogni kernel ufficiale usa un numero di versione.</li>
<li>Costruzione di un kernel personalizzato: tra i benefici che si possono rilevare ricompilando un kernel personalizzato possiamo citare una maggiore velocità di avvio, un consumo inferiore di memoria e un supporto migliore all&#8217;hardware.</li>
</ul>
<p>I comandi per caricare e scaricare i moduli del kernel, come quello per elencare i moduli caricati sono diversi in ogni sistema. Chi utilizza Linux usufruisce del comando <code>modprobe</code> per caricare un modulo e per elencare quali moduli sono disponibili; <code>lsmod</code> si limita a mostrare i moduli caricati all&#8217;interno del kernel mentre <code>rmmod</code> scarica dal kernel i moduli indesiderati. Chi utilizza FreeBSD usufruisce di <code>kldstat</code> per elencare i moduli caricati,  <code>kldload</code> per caricare un modulo e  <code>kldunload</code> per scaricarlo.</p>
<p>Il kernel Linux usa tre numeri per ogni versione: il prima rappresenta la cosidetta major version<span class="published_date">—al momento tale numero è ‘2’; il secondo numero indica se è stabile (numeri pari) o una versione sperimentale di sviluppo (numeri dispari) mentre l&#8217;ultimo numero indica la versione della patch. Lo si può osservare nella versione più recente: 2.6.21. In FreeBSD il kernel ha due numeri di cui il primo rappresenta la major version mentre il secondo l&#8217;aggiornamento.</span></p>
<p>Costruire un kernel personalizzato in entrambi i sistemi richiede una compilazione da sorgenti. Comunque, i passi per la costruzione differiscono da sistema a sistema.</p>
<ol>
<li>La prima tappa consiste nello scaricare il codice sorgente oppure ottenerlo da un supporto fisico come un DVD o un CD<span class="published_date">—questa tappa è necessaria in entrambi i sistemi.<br />
</span></li>
<li><span class="published_date">Come seconda tappa occorre creare il file di configurazione del kernel al fine di stabilire quali parti del kernel compilare, quale driver hardware supportare e quanti moduli debba avere il kernel. In Linux questa configurazione avviene grazie alla presenza di un&#8217;interfaccia che si preoccupa di creare al posto nostro il </span><code>.config</code><span class="published_date">. Sempre sotto Linux se desideriamo una GUI (Graphic User Interface) daremo il comando </span><code>make menuconfig </code><span class="published_date">o</span><code> make xconfig </code><span class="published_date">se invece ci basta una CLI (Command Line Interface) eseguiremo il comando </span><span class="published_date"></span><code>make config</code><span class="published_date">. FreeBSD utilizza un approccio diverso: è presente un file di configurazione standard che va personalizzato utilizzando un qualsiasi editor di testo grazie al quale sarà possibile commentare o decommentare le opzioni che controllano i processi.</span></li>
<li><span class="published_date"> Alla fine, in entrambi i sistemi, si utilizzerà il comando </span><code>make</code> per compilare e installare il kernel.</li>
</ol>
<p><span class="published_date"></span></p>
<h4>Installazione del software</h4>
<p>Il software sviluppato da terze parti può esser distribuito o tramite binari o tramite sorgenti. Abitualmente questo software viene pacchettizzato utilizzando strumenti di archiviazione e compressione come <span class="published_date"><em>tar</em> e <em>gzip</em></span><span class="published_date">. Tuttavia</span>, la gran parte delle distribuzioni GNU/Linux utilizzano un loro formato particolare di pacchettizzazione e prevedono uno strumento per l&#8217;installazione, la rimozione e la configurazione del software. Debian, ad esempio utilizza i pacchetti dal formato <em>.deb</em> e strumenti come <em>apt</em> o <em>dpkg</em> per maneggiarli; Fedora, Mandriva e Suse utilizzano invece pacchetti <em>.rpm</em> e strumenti come <em>yum</em>, <em>urpmi</em> e <em>yast</em>. Utilizzando questi applicativi il processo di installazione di un software da linea di comando è piuttosto semplice; il seguente esempio mostra come installare il programma di manipolazioni di immagini The GIMP:</p>
<p><span class="published_date"></span></p>
<pre># apt-get install gimp</pre>
<p>su Debian o</p>
<p><span class="published_date"></span></p>
<pre># urpmi gimp</pre>
<p><span class="published_date">su Mandriva.</span></p>
<p>FreeBSD prevede due strumenti interessanti per l&#8217;installazione del software<span class="published_date">:</span></p>
<p><em>Pacchetti</em></p>
<p>Un pacchetto è un singolo file compresso che contiene binari precompilati, documentazione e files di configurazione, comprese le informazioni che permettono al sistema di installare il software nelle directory giuste del filesystem. Strumenti come <code>pkg_add</code>, <code>pkg_delete</code>, <code>pkg_info</code>, ecc., vengono utilizzate per maneggiare i pacchetti. Caricare e installare automanticamente un pacchetto è piuttosto facile se si utilizza il comando <code>pkg_add</code>:</p>
<pre># pkg_add -r gimp</pre>
<p><span class="published_date"><em>Ports</em></span></p>
<p>In FreeBSD il termine <em>port</em> significa una collezione di files destinati al fine di automatizzare il processo di compilazione e installazione di un programma a partire dal suo codice sorgente.</p>
<p>L&#8217;abilità che hanno gli applicativi che si occupano della gestione del software di capire le dipendenze è una caratteristica ad entrambe le metodologie: pacchetti e ports. I ports sono molto utili quando abbiamo bisogno di un controllo completo sui parametri di compilazione per ottenere il massimo dell&#8217;ottimizzazione per la nostra macchina; il pacchetto ha l&#8217;indubbio vantaggio rispetto al port di esser di dimensioni più ridotte dal momento che non contiene codice sorgente. Inoltre, l&#8217;installazione di un pacchetto non prevede che l&#8217;utente abbia nessun tipo di comprensione sui processi di compilazione. Dal momento che entrambe le strategie sono possibili sta all&#8217;utente scegliere, di volta in volta, quale tecnologia usare.</p>
<p>Si può installare un applicativo dal suo sorgente in entrambi i sistemi utilizzando i classici metodi di compilazione e installazione utilizzando la sequenza:</p>
<ol>
<li>
<pre># ./configure</pre>
</li>
<li>
<pre># make</pre>
</li>
<li>
<pre># make install</pre>
</li>
</ol>
<p><span class="published_date"></span></p>
<h4>Shell</h4>
<p>Bash (<em>Bourne-Again SHell</em>) è la shell di default in quasi tutte le distribuzioni GNU/Linux. In una installazione di default FreeBSD non prevede comunque bash. Ovviamente non si pone nessun problema dal momento che è possibile installarla:</p>
<pre># pkg_add -r bash</pre>
<p>Le distribuzioni GNU/Linux scelgono la shell bash perché è stata scritta per il progetto GNU; FreeBSD usa <em>csh</em>, in linea con i sistemi UNIX tradizionali.</p>
<p>Nel caso in cui si preferissero altre shell come <em>tcsh</em> o <em>csh</em>, si possono installare in entrambi i sistemi operativi utilizzando le modalità sopra descritte. La scelta della shell è una decisione del tutto personale che dipende dal tipo di esperienza che si possiede e la tipologia di lavoro che si intende mettere in pratica.</p>
<h3>Installazione</h3>
<p>Come detto sopra, Linux e FreeBSD possono essere installati su diverse piattaforme. Si può anche scegliere di installare entrambi i sistemi operativi sullo stesso PC. Prima di tutto vediamo quali sono procedure coinvolte nel processo di installazione di ognuno di questi sistemi e dopo vedremo come farli coesistere sulla stessa macchina.</p>
<h4>Installare GNU/Linux</h4>
<p>La procedura per installare questo sistema operativo differisce a seconda della distribuzione, ma i passi basilari sono piuttosto simili tra loro:</p>
<ul>
<li>Scegliere il mezzo di installazione, ovvero DVDs, CDs o installazione dalla rete.</li>
<li>Ottenere informazioni complete sulla macchina su cui verrà destinato il sistema.</li>
<li>Avviare l&#8217;installazione.</li>
<li>Scegliere lingua, paese e layout di tastiera.</li>
<li>Partizionare il disco rigido e scegliere il tipo di filesystem.</li>
<li>Lanciare l&#8217;installazione automatica del software di base.</li>
<li>Configurare le periferiche hardware devices e installare software di terze parti.</li>
</ul>
<p>Ogni distribuzione possiede strumenti propri per muoversi in questi passi e alcune sono più facili di altre: <em>YaST</em> è uno strumento completo piuttosto semplice da usare dotato di una interfaccia grafica (GUI). Viene usato per l&#8217;amministrazione e l&#8217;installazione utilizzata da SUSE e altre distribuzioni GNU/Linux; Debian o Slackware, diversamente, utilizzano interfacce meno intuitive per gli utenti alle prime armi.</p>
<h4>Installare FreeBSD</h4>
<p>FreeBSD è munito di un programma che si chiama <code>sysinstall</code> che funge da assistente per il processo di installazione: è un programma che gira in console suddiviso in menù e semplici schermate che controllano e configurano il sistema durante tutte le fasi dell&#8217;installazione.</p>
<p>Non appena il PC viene avviato, parte <code>sysinstall</code> e FreeBSD è pronto per esser installato. <code>sysinstall</code> possiede diverse opzioni di installazione ma per la maggior parte degli utenti è consigliabile usare quella “standard”, scelta che si può fare direttamente dal menù come mostrato in figura 1.</p>
<dl>
<dt><a href="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/main1.jpg"><img src="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/ss/main1.jpg" alt="Begin standard installation for sysinstall menu" /></a></dt>
</dl>
<p><span class="published_date">Figura 1: Iniziare l&#8217;installazione standard dal menù di sysinstall</span></p>
<p><span class="published_date">Le fasi principali dell&#8217;installazione di FreeBSD sono:</span></p>
<ul>
<li>Liberare spazio sul disco e installare il boot manager: FreeBSD usa le <em>slices</em> per partizionare un disco rigido.</li>
<li>Scegliere cosa installare: il software è suddiviso in insiemi, ad esempio, l&#8217;insieme <em>User</em> provvede all&#8217;installazione del software per un utente standard compresi i binari e la documentazione. Nel caso in cui abbiate dubbi scegliere <em>All</em> è la scelta migliore poiché contiene tutti i sorgenti del sistema, i binari la documentazione e il sistema X-Windows.</li>
<li>Scegliere il mezzo di installazione: <code>sysinstall</code> prevede diverse modalità come CD/DVD, FTP, HTTP o NFS.</li>
<li>Avvio dei processi: questa rappresenta l&#8217;ultima possibilità di annullare il processo di installazione e non effettuare alcuna modifica alla macchina nel caso abbiate ripensamenti.</li>
<li>Post-installazione: il processo di configurazione parte quando il software è stato installato. In questa fase è possibile configurare le schede di rete, i servizi, i server FTP, l&#8217;ora, la zona geografica, la tastiera e tutte le altre periferiche hardware.</li>
</ul>
<p><span class="published_date"></span></p>
<h4>Installare entrambi i sistemi:  GNU/Linux e FreeBSD sullo stesso PC</h4>
<p>Entrambi i sistemi operativi possono coesistere sulla stessa macchina e l&#8217;utente può scegliere quale lanciare durante il processo di avvio. Per procedere a questa convivenza dobbiamo tenere in considerazione i seguenti fatti:</p>
<ul>
<li>Boot manager: ovviamente dobbiamo poter scegliere quale sistema avviare.</li>
<li>Spazio sul disco: GNU/Linux e FreeBSD usano diversi tipi di filesystem e organizzano i dischi fissi in modo diverso.</li>
</ul>
<p>Linux usa le lettere <code>hd</code> per i dischi rigidi IDE mentre FreeBSD usea la lettera <code>s</code> per le slices, che sono le porzioni in cui è suddiviso il disco fisso (diverse dalle partizioni DOS, n.d.t.), pertanto i metodi di gestione del disco fisso sono diversi da caso a caso. Sotto Linux <code>hda1</code> rappresenta la prima partizione del primo disco IDE; sotto FreeBSD invece, una <em>slice</em> viene suddivisa in diverse sottopartizioni: per questo motivo il primo disco  IDE è <code>ad0</code> mentre <code>ad0s1a</code> è la sottopartizione <code>a</code> della prima silce del primo disco.</p>
<p>Per installare entrambi i sistemi sulla stessa macchina bisogna pur partire da uno dei due— partiamo ad esempio da GNU/Linux. Quando si arriva alla fase in cui occorre partizionare il disco, occorre creare almeno due partizioni primarie: la prima per GNU/Linux e la seconda per FreeBSD <span class="published_date"> (mentre si può installare GNU/Linux su una partizione logica-estesa non è possibile farlo con FreeBSD, n.d.t.)</span>. Ricordiamoci che un disco può avere non più di quattro partizioni primare, o tre primarie e una estesa (suddivisa a sua volta in partizioni logiche, una per ogni file system).</p>
<p>Un semplice schema di partizionamento del disco a tale scopo può essere il seguente:</p>
<ul>
<li>Una primaria per l&#8217;avvio.</li>
<li>Una primaria per il filesystem <em>root</em>.</li>
<li><span class="published_date">Una primaria per l&#8217;area di</span> <em>swap</em>.</li>
<li>Una primaria per FreeBSD.</li>
</ul>
<p>Una volta che GNU/Linux è operativo siamo pronti a installare FreeBSD nella partizione primaria libera prevista. In questa partizione, che abbiamo già costruito con GNU/Linux, bisognerà creare almeno una slice per FreeBSD. Questa slice avrà almeno quattro partizioni:</p>
<ol>
<li>Partizione <code>a</code> per il filesystem di root.</li>
<li>Partizione <code>b</code> per l&#8217;area di swap.</li>
<li>Partizione <code>e</code> per il filesystem <code>/var</code>.</li>
<li>Partizione <code>f</code> per il filesystem <code>/usr</code>.</li>
</ol>
<p>La dimensione di ogni partizione dipende strettamente dalle dimensioni del disco fisso: si può assegnare lo spazio per ogni partizione a seconda delle convenienze (lo spazio non è più un problema sui moderni PC che abitualmente sono muniti di dischi da 100GB e oltre).</p>
<p>(Eventualmente è possibile condividere le partizioni di swap tra FreeBSD e GNU/Linux, come spiegato nel <a href="http://www.tldp.org/HOWTO/Linux+FreeBSD.html">Linux+FreeBSD mini HOWTO.</a>)</p>
<p>Per avviare i sistemi operativi abbiamo bisogno di un bootmanager. Quando si installa GNU/Linux abitualmente ci viene chiesto di scegliere tra <em>GRUB</em> o <em>LiLo</em>. Se abbiamo installato e configurato <em>GRUB</em> durante il processo di installazione di GNU/Linux non abbiamo bisogno di aggiungere alcun bootmanager durante il processo di installazione di FreeBSD: possiamo configurare GRUB all&#8217;interno della nostra distribuzione GNU/Linux in modo da far comparire anche FreeBSD tra le scelte dei sistemi da avviare. Qui sotto c&#8217;è un esempio del file <code>/boot/grub/menu.lst</code> (il file di configurazione di GRUB) che permette l&#8217;avvio di FreeBSD e Debian:</p>
<pre>default    0
timeout    5

title       Debian GNU/Linux
root        (hd0,0)
kernel      /boot/vmlinuz-2.6.8-2-386 root=/dev/hda1 ro
initrd      /boot/initrd.img-2.6.8-2-386
savedefault
boot

title    FreeBSD
root     (hd0,2,a)
kernel   /boot/loader</pre>
<dl>
<dt><a href="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/linux_kde.jpg"><img src="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/ss/linux_kde.jpg" alt="KDE running under Debian GNU/Linux" /></a></dt>
<dd>KDE che gira sotto Debian GNU/Linux</dd>
</dl>
<dl>
<dt><a href="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/freebsd_kde.jpg"><img src="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/ss/freebsd_kde.jpg" alt="KDE running under FreeBSD" /></a></dt>
<dd>KDE che gira sotto FreeBSD</dd>
</dl>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>FreeBSD e GNU/Linux sono davvero due grandi opzioni: la scelta di uno o l&#8217;altro dipende da molti fattori. Abitualmente FreeBSD viene utilizzato nei server web: compagnie come <em>Yahoo!</em> o <em>Sony Japan</em> ripongono piena fiducia in FreeBSD e sopra vi fanno girare i loro portali internet; grazie alla sua licenza permissiva la stessa <em>Microsoft</em> include porzioni di codice BSD dentro Windows.</p>
<p>Nonostante il fatto che recentemente FreeBSD abbia iniziato a prender piede anche sui desktop, in quell&#8217;ambito GNU/Linux ha decisamente ancora la meglio, tuttavia anche GNU/Linux viene utilizzato per molti server web. Gli utenti che hanno familiarità con sistemi tradizionali UNIX scopriranno di poter utilizzare entrambi i sistemi senza grossi problemi. FreeBSD e Linux: un regalo di qualità, robustezza, sicurezza e stabilità dalla comunità opersource al mondo dei sistemi operativi.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sugherohowtos.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sugherohowtos.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sugherohowtos.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sugherohowtos.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sugherohowtos.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sugherohowtos.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sugherohowtos.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sugherohowtos.wordpress.com/79/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sugherohowtos.wordpress.com&amp;blog=1024972&amp;post=79&amp;subd=sugherohowtos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/06/02/freebsd-vs-linux/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/dc9c0c9dc267098e6fbbd6a488a6fb00?s=96&#38;d=identicon" medium="image">
			<media:title type="html">sughero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sughero.files.wordpress.com/2007/06/freebsd_vs_linux.png" medium="image" />

		<media:content url="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/ss/main1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Begin standard installation for sysinstall menu</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/ss/linux_kde.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">KDE running under Debian GNU/Linux</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.freesoftwaremagazine.com/files/www.freesoftwaremagazine.com/nodes/1379/ss/freebsd_kde.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">KDE running under FreeBSD</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Chi ha bisogno di X?</title>
		<link>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/04/25/chi-ha-bisogno-di-x/</link>
		<comments>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/04/25/chi-ha-bisogno-di-x/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 16:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sughero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/04/25/chi-ha-bisogno-di-x/</guid>
		<description><![CDATA[Come si può velocizzare l&#8217;avvio del nostro computer? Ecco una panoramica di alcune piccole applicazioni da console che ci permettono di effettuare le attività più comuni senza caricare pesanti interfaccie. Può capitare di dover accendere il computer solo per cercare un&#8217;informazione su google, solo per ascoltare musica o vedersi un film, solo per dover vedere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sugherohowtos.wordpress.com&amp;blog=1024972&amp;post=38&amp;subd=sugherohowtos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb11.png" title="fb11.png"><img src="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb11.thumbnail.png?w=450" alt="fb11.png" /></a><a href="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb21.png" title="fb21.png"><img src="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb21.thumbnail.png?w=450" alt="fb21.png" /></a><a href="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb3.png" title="fb3.png"><img src="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb3.thumbnail.png?w=450" alt="fb3.png" /></a></p>
<p>Come si può velocizzare l&#8217;avvio del nostro computer? Ecco una panoramica di alcune piccole applicazioni da console che ci permettono di effettuare le attività più comuni senza caricare pesanti interfaccie. Può capitare di dover accendere il computer solo per cercare un&#8217;informazione su google, solo per ascoltare musica o vedersi un film, solo per dover vedere le foto della macchina fotografica digitale o solo per masterizzare un CD. Eppure tutte le volte che accendiamo il nostro PC vengono caricati i driver di TUTTE le periferiche, dobbiamo aspettare l&#8217;avvio di una pesante interfaccia grafica e di tante altre cose di cui il più delle volte non abbiamo bisogno.  La domanda a questo punto sorge spontanea: se voglio masterizzare un CD di dati perché prima di poterlo fare devo aspettare che il mio pc carichi il driver per la webcam o per la stampante? Perché devo aspettare che si carichi KDE o Gnome? Voglio <strong><em>solo </em></strong>masterizzare un disco, quindi l&#8217;unica cosa che mi serve è un programma che scriva sul CD e l&#8217;accesso ai dati da masterizzare.  Viene in mente il DOS. Infatti rispetto ai sistemi operativi moderni, multimediali e multitasking il vecchio DOS aveva un grosso, un enorme vantaggio: non caricava nulla che non ti servisse.  Il fatto è che Windows c&#8217;ha abituato a queste icone, ci ha abituato alle finestre, il che non ha nulla di male ma se non ne abbiamo bisogno? Inoltre, più sono raffinati e belli i nostri desktop più richiedono un dispendio di risorse. E&#8217; paradossale: abbiamo masterizzatori che viaggiano a 52x ma per poterli utilizzare dobbiamo aspettare per caricare un&#8217;interfaccia a milioni di colori.  Quello che voglio mostrare è che se usiamo Linux o un qualsiasi sistema BSD al posto di Windows non siamo obbligati a caricare cose che non ci servono, possiamo dire al nostro computer: carica <strong><em>SOLO</em></strong> quello di cui ho bisogno e fai <strong><em>SOLO</em></strong> quello. Pratica impossibile (o a me sconosciuta) su windows.  <span id="more-38"></span>  Questo articolo non è per i neofiti, o meglio è per chi è disposto a digitare qualche comando, rinunciare al mondo fatato delle icone e dei desktop allo scopo di velocizzare al massimo il proprio computer ed il suo avvio.</p>
<h3>Disabilitare l&#8217;avvio aumatico del server X</h3>
<p>La parte più massiccia dell&#8217;avvio è senz&#8217;altro l&#8217;interfaccia grafica X, proviamo a liberarcene. Non dico disinstallarla dal sistema, ma semplicemente provare a non farla partire in automatico all&#8217;avvio ma solo se e quando ci serve. Se questa cosa vi spaventa, saltate alla sezione successiva, magari potete disabilitare X in  futuro, dopo che avrete preso dimestichezza con la console. Per vedere la memoria a nostra disposizione una volta presente il server X basta un</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:25px;margin:0;padding:6px;">$ grep Free /proc/meminfo</pre>
<p>L&#8217;avvio del server X fa parte dei servizi di init, il primo comando che viene lanciato all&#8217;avvio dopo il caricamento del kernel.  Vi sono due modi di disabilitare l&#8217;avvio di X a seconda della distribuzione: o rimuovendo il link simbolico dentro /etc/rc.X/ o modificando il default runlelevel in /etc/inittab. Nel dettaglio:  se avete una debian o una derivata (come Ubuntu)  digitate</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;"># update-rc.d -f gdm remove</pre>
<p>quando e se vorrete riabilitare X all&#8217;avvio basterà digitare</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;"># update-rc.d gdm defaults</pre>
<p>se avete una redhat o una derivata (Fedora, Mandriva..)  cercate dentro /etc/inittab la riga  <span></span></p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:50px;margin:0;padding:6px;"># The default runlevel.id:5:initdefault:</pre>
<p>che cambierete in  <span></span></p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:50px;margin:0;padding:6px;"># The default runlevel.id:3:initdefault:</pre>
<p>ovviamente rimettendo 5 al posto di 3 al boot partirà X esattamente come prima.  Adesso proviamo a riavviare il nostro sistema per renderci conto di quanto tempo abbiamo risparmiato. Per vedere quanta memoria avete in più potete provare anche</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ grep Free /proc/meminfo</pre>
<p>e confrontarla con il valore che avevamo ottenuto prima. Se ancora, il nostro sistema non è abbastanza veloce, oppure desideriamo più memoria possiamo liberarci dei moduli indesiderati del kernel, ovvero di tutti quei drivers per periferiche che abbiamo ma che al momento non abbiamo intenzione di utilizzare. Con</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ lsmod</pre>
<p>abbiamo la lista dei moduli caricati, per liberarci di uno di questi moduli basta digitare da root</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;"># modprobe -r nomemodulo</pre>
<p>Niente paura, se il modulo è utilizzato il sistema si rifiuterà di sganciarlo, quindi non corriamo apparentemente nessun pericolo. Mal che vada al riavvio di questo comando non c&#8217;è traccia.</p>
<h3>Alcuni semplici programmi da console</h3>
<p>Ora che abbiamo  riavviato però ci compare un prompt, quali sono i comandi da utilizzare? Esamino qui di seguito 5 casi:</p>
<ol>
<li>masterizzazione di un disco dati</li>
<li>visualizzazione di un film o ascolto di un file audio</li>
<li>navigazione web tramite browser</li>
<li>chat su IRC</li>
<li>visualizzazione di foto</li>
</ol>
<h4> 1. Masterizzazione di un disco dati</h4>
<p>Per masterizzare un cd abbiamo bisogno di due programmi, programmi che sicuramente avremo già sul computer dal momento che se normalmente usiamo k3d o un&#8217;altro tool grafico sono delle loro dipendenze. Sto parlando di mkisofs e cdrecord.  Non c&#8217;è cosa più semplice che masterizzare un cd di dati su Linux i passi sono due: creare l&#8217;immagine e masterizzarla. Per prima cosa dobbiamo sapere dov&#8217;è il nostro masterizzatore. Tipicamente se abbiamo un masterizzatore IDE sarà master o slave del controllo primario o secondario. Nel qual caso le possibilità sono quattro:  /dev/hda IDE(0,0)      /dev/hdb IDE(0,1)  /dev/hdc IDE(1,0)      /dev/hdc IDE(1,1)  se è un combo dvd  probabilmente basta un</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ dmesg|grep -i dvd</pre>
<p>per scoprirlo. Altrimenti con</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ cat /proc/ide/hdX/model</pre>
<p>variando X con a,b,c,d scopriamo quali sono le nostre periferiche IDE e i loro alloggiamenti.  Per creare l&#8217;immagine creiamo anzitutto una directory che conterrà tutti i files da masterizzare e li spostiamo lì.</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:50px;margin:0;padding:6px;">$ mkdir ~/progettoCD$ mv file_da_masterizzare ~/progettoCD/</pre>
<p>dopo di che creiamo l&#8217;immagine sul nostro disco del CD con</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:50px;margin:0;padding:6px;">$ cd ~/progettoCD$ mkisofs -o progetto.iso -J -R *</pre>
<p>-o sta per l&#8217;output, ovvero il nome dell&#8217;immagine, -J e -R invece implementano le Rockridge e Joliet extension, essenzialmente permettono che i nomi dei files non siano quelli di win 3.1 (8 caratteri + 3 per l&#8217;estensione).  Ora che l&#8217;immagine è pronta la riversiamo su disco con</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ cdrecord -dev=/dev/hdX driveropt=burnfree speed=v -dao -v progetto.iso</pre>
<p>dove X è la posizione del nostro masterizzatore e v è la velocità di scrittura che desideriamo. Se il comando ci sembra lungo e complesso da ricordare possiamo crearci un alias. D&#8217;altra parte le altre volte che masterizzeremo un CD l&#8217;unica cosa che cambierà sarà il nome del progetto. Apriamo quindi con un editor il file ~/.bashrc  e inseriamo</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ alias cdrec24='cdrecord -dev=/dev/hdc speed=24 -dao -v'</pre>
<h4> 2. Visualizzazione di un film o ascolto di un file audio</h4>
<p>Per ascoltare un file audio come un wav, un mp3 o un qualsiasi altro audio compresso esistono moltissimi programmi. Potete installare mpg123 ad esempio, oppure utilizzare mplayer. Mplayer è un&#8217;ottima scelta anche per vedere i filmati da console.  A seconda della distribuzione che avete, del repository che avete scelto mplayer può esser stato compilato con driver audio e video diversi. Per ottenere la lista degli output video disponibili digitate</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ mplayer -vo help</pre>
<p>mentre per gli output audio</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ mplayer -ao help</pre>
<p>ovviamente nella lista vi saranno mostrate tutte le possibilità per cui mplayer è stato compilato, molte della quali a noi in console non saranno disponibili. Vi consiglio (se è disponibile) DirectFB con</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ mplayer -vo directfb nomevideo</pre>
<p>Solitamente dovreste poter usare da console fbdev, fbdev2, cvidix, SDL, aa e caca. A seconda della vostra distribuzione, scheda video e configurazione il risultato può essere più o meno soddisfacente. SICURAMENTE  con</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ mplayer -vo caca nomevideo</pre>
<p>qualcosa vedrete <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<h4> 3. Navigazione web tramite browser</h4>
<p>Per quello che riguarda i browser <a href="http://links.twibright.com/">links2</a> è davvero un&#8217;ottima scelta. Molto più evoluto del browser testuale lynx può esser compilato con quattro diversi output di visualizzazione: testo, svgalib, FB,  directFB e X. Links2 è un progetto ceco, il suo codice derivava da links, una versione migliorata da lynx ma era sempre un browser testuale. Per distinguere il browser testuale da quello che invece supportava output grafici come il framebuffer e le svgalib venne chiamato links2. Ora, links2 su molte distro è tornato ad adessere links e basta il che senz&#8217;altro ha generato un po&#8217; di confusione.  Ecco uno screenshot della webpage di Google lanciata da console con links in framebuffer.</p>
<p><a href="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb01.png" title="fb01.png"><img src="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb01.thumbnail.png?w=450" alt="fb01.png" /></a></p>
<p>Quindi una volta che l&#8217;abbiamo scaricato e installato possiamo scegliere se visualizzare in modalità testo le pagine con</p>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ links www.miosito.com</pre>
<p>oppure da framebuffer con</p>
<h4></h4>
<pre style="border:1px inset;overflow:auto;width:480px;height:30px;margin:0;padding:6px;">$ links -driver directfb www.miosito.com</pre>
<h4>4. Chat su IRC</h4>
<p>Di client testuali ce ne sono molti, i primi client IRC erano solo testuali in effetti. Il miglior programma per semplicità e configurabilità è senz&#8217;altro irssi, anche se so che esiste anche una versione di xchat testuale anche se non l&#8217;ho mai provata.</p>
<h4>5. Visualizzazione di foto</h4>
<p>So che esiste un tool che fa uso delle svgalib ma a mio avviso è meglio installare fbi. Questo piccolo, minuscolo programmino supporta i formati più diffusi ed è molto leggero.  &#8230;  E alla fine.. Quale programma si può usare per ottenere uno screenshot della schermata di console come quelli contenuti in questo articolo? L&#8217;applicativo si chiama fbgrab e converte il dump del framebuffer in un&#8217;immagine visibile. Ha molte opzioni carine come la possibilità di definire quale console salvare e inserire un ritardo prima di scattare la foto.  Chiaramente ho fatto una panoramica molto superficiale su quello che è possibile fare da console e su come è possibile configurare il nostro computer al meglio. Linux prevede questa tipologia di problematiche e a tal proposito definisce i <a href="http://unixtools.com/italian.php?u=linux-runlevels.html">runlevels</a>. Se avete voglia di approfondire potrete definirvi un vostro runlevel dove mettere solo quello che volete e magari inserirlo nel menù di avvio del vostro bootloader, lilo o grub che sia.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sugherohowtos.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sugherohowtos.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sugherohowtos.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sugherohowtos.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sugherohowtos.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sugherohowtos.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sugherohowtos.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sugherohowtos.wordpress.com/38/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sugherohowtos.wordpress.com&amp;blog=1024972&amp;post=38&amp;subd=sugherohowtos&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sugherohowtos.wordpress.com/2007/04/25/chi-ha-bisogno-di-x/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/dc9c0c9dc267098e6fbbd6a488a6fb00?s=96&#38;d=identicon" medium="image">
			<media:title type="html">sughero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb11.thumbnail.png" medium="image">
			<media:title type="html">fb11.png</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb21.thumbnail.png" medium="image">
			<media:title type="html">fb21.png</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb3.thumbnail.png" medium="image">
			<media:title type="html">fb3.png</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sugherohowtos.files.wordpress.com/2007/04/fb01.thumbnail.png" medium="image">
			<media:title type="html">fb01.png</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
